SUL REFERENDUM COSTITUZIONALE

In autunno saremo chiamati a votare per il referendum confermativo della legge costituzionale dell’aprile scorso. Ciò in conseguenza delle disposizioni della Costituzione stessa che ne prevede il ricorso quando il quorum non abbia totalizzato i voti dei 2/3 dei parlamentari.

Confesso, pur non essendo a digiuno di “costituzione”, di aver finora affrontato il tema facendomelo “raccontare” dai giornali e dalle trasmissioni televisive dedicate e, pur essendo deciso ad approvare il contenuto della legge, ho ritenuto opportuno “testare” il mio parere con un approccio approfondito al testo della Carta costituzionale confrontando la versione attualmente in vigore con quella riformata dalla recente legge.

È mia abitudine, sulle questioni importanti, confrontarmi con le motivazioni di chi la pensa “al contrario”, non tanto per contestarne le ragioni quanto per rafforzare i miei convincimenti; un confronto che per essere veramente tale deve essere costruito sulle conoscenze e sui contenuti. Un atteggiamento che sintetizzerei in una parola: studio.

Ho cominciato a confrontare le due versioni della Costituzione, quella in vigore e quella riformata, evidenziando le parti modificate rispetto a quelle invariate.

Sono quindi passato ad analizzare gli effetti della riforma e, successivamente a sintetizzarli, anche graficamente.

Infine, con il solo intento di offrire un contributo al dibattito che nei prossimi mesi interesserà e coinvolgerà un grande numero (speriamo) di cittadini, ho pensato di pubblicarne i risultati.

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