SUL CONSUMO DI SUOLO

L’assessore all’urbanistica Galbiati ha dichiarato di voler procedere e rivedere gli oneri di urbanizzazione favorendo gli interventi di ristrutturazione rispetto alle nuove costruzioni e ciò per contrastare il consumo di suolo. Iniziativa da discutere, ma certamente positiva.

È però a mio parere indispensabile, per un’effettiva difesa del territorio e dell’ambiente:

  1. Procedere finalmente a un censimento degli alloggi (e anche delle costruzioni a uso produttivo e/o commerciale) non occupati, utilizzando e incrociando la banca dati dell’Ufficio Urbanistica con quella dell’Ufficio Tributi e con quella del Catasto.
  2. Definire cosa s’intende effettivamente per consumo di suolo. È tutto ciò che viene costruito al di fuori del Tessuto Urbano Consolidato (pratica regolamentare attualmente utilizzata nella costruzione dei PGT) oppure la generale azione di antropizzazione degli spazi ancora a verde all’interno dello stesso TUC?
  3. Definire criteri di sgravio degli oneri di urbanizzazione che siano proporzionalmente riferiti al “peso” finanziario, tecnico e di impatto ambientale dei singoli interventi di ristrutturazione.
  4. “Dirottare” i diritti edificatori dei proprietari delle cosiddette “aree sorgenti” solo verso fabbricati da ristrutturare e magari laddove, specialmente in centro, sarebbe anche necessario dare continuità uniforme alla sky-line.

Il censimento è una base indispensabile di riferimento in prospettiva di un prossimo aggiornamento del Piano di Governo del Territorio che miri, finalmente, a dare una risposta chiara alla difesa del territorio e dell’ambiente da una parte e a migliorare e ammodernare la città costruita esistente.

In attesa del censimento comunale è pero possibile ricorrere ad una stima attendibile  costruita utilizzando i dati del censimento nazionale del 2011 resi disponibili dall’ISTAT.

Escludendo gli edifici a uso produttivo e/o commerciale, dei quali non è stata possibile ottenere una obiettiva e efficace rappresentazione, l’ISTAT riporta che le abitazioni residenziali assommano a 18.618 unità e di queste 15.559 sono occupate da persone residenti. La differenza di 3.059 sarebbe costituita da abitazioni occupate da non residenti, adibite a uffici o vuote. Un maggiore dettaglio, dal quale è anche possibile conoscere il periodo di costruzione, è ottenibile cliccando qui.

L’ufficio Urbanistica, con il quale sono stati condivisi i dati del censimento, ha dichiarato che, in relazione a stime in suo possesso sono 1.200 – 1.500 le abitazioni effettivamente non occupate.

Non c’è dubbio che trattasi di un numero rilevante più che sufficiente per coprire l’incremento previsto di abitanti (circa 3.000) indicato nel Documento di Piano del PGT vigente. E che, di conseguenza, dimostra la non necessità di nuove costruzioni su terreni ancora “vergini”.

Un primo passo importante verso la valorizzazione è stato ottenuto con il conferimento nel Parco della Brughiera e delle Groane di una buona parte del territorio comunale al di fuori del Tessuto Urbano Consolidato.

Si tratta ora di continuare a lavorare assieme per un obiettivo comune evitando di dividerci ancora tra “intransigenti” difensori del verde e “fautori” della libera iniziativa che, spesso, ha come obiettivo la sola valorizzazione della rendita fondiaria.

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